emilio lari, il fotografo


emilio lari, il fotografo

"Di Emilio ricordo un arguto senso dell'umorismo, la piacevolezza del suo sorriso e le splendide fotografie. Mi e' impossibile separare l'uomo dall'opera, ma insieme sapevano come sollevare lo spirito."
Francis Ford Coppola

Emilio Lari

il fotografo

Emilio Lari, classe 1939, la stazza del giocatore di rugby di cui ha indossato la maglia della Nazionale, nella Milano degli anni '50. Uno sport dal basso profilo ma per gente di carattere; come il suo lavoro di fotografo di scena, di cui indossa i panni da una vita. Ci vuole carattere per ricoprire un ruolo considerato minore sul set, e che si riesce a far bene quanto più da quel set si riesce a "sparire", a rendersi invisibili. Forse anche grazie al suo phisique du rõle da fotografo d'assalto, in piena febbre di immagini da Dolce Vita Lari viene "scoperto" a Roma dal numero uno delle agenzie, Pierluigi Praturlon, di cui diventa assistente, lavorando su set storici come "Ieri oggi domani", di De Sica. Nel 1963 va in Inghilterra con un obiettivo: fotografare i Beatles. Ci riesce nel 1965, quando conosce Richard Lester, il regista di "Help!". Nel frattempo ha lavorato molto, per l'Europeo e l'Espresso, e altre testate inglesi e francesi. Ma il cinema c'è sempre, e soprattutto. Lari lavora su numerosi e celebri set di film europei e americani.
Nel 1972 incontra Francis Ford Coppola con il quale lavorerà su tutti e tre i set de "Il Padrino". Del 1978 è lo special su Marlene Dietrich sul set di "Gigolò", ultima interpretazione della star. Nel 1980 United Artist lo vuole per uno special su "Toro Scatenato", mentre nel 1985 è sul set di "Lady Hawk", con una bellissima e giovanissima Michelle Pfeiffer. In Italia lavora tra gli altri con Fellini, e sono del 1987 dal set di "Intervista" le indimenticabili foto del regista con un Mastroianni vestito da Mandrake. Lari non è solo un fotografo di scena, è definitivamente un fotografo. Ma sicuramente un fotografo di scena sui generis, dai rapporti sociali intensi, profondi, e riservato sul set fino a diventare "trasparente".
È un eclettico, attratto dal mondo e dalle persone, intraprendente come nel suo primo viaggio in Inghilterra; capace di spaziare in campi diversi come la musica, la moda, lo sport; pronto al nuovo, come nell'esperienza lavorativa per Playboy nella Los Angeles degli anni '80. La sua presenza attiva e vitale in tanti anni permette oggi di avere una straordinaria testimonianza di fatti e personaggi. Le sue foto sono state la materia prima per documentare o ricostruire momenti storici del mondo del cinema, con la pubblicazione di alcuni libri fotografici; ma anche più in generale del mondo dell'arte, come nell'esposizione "Piazza del Popolo '60-'70", sulla scuola di Mario Schifano e Tano Festa. O come oggi con "Back to Help!".

emiliolari@backtohelp.com